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Società Italiana di Chirurgia
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Relazione Commissione Editoria (presentata
alla riunione del Consiglio Direttivo del 18/03/05) Componenti:
Obiettivo
programmatico: Riqualificazione della rivista “Chirurgia Italiana” organo ufficiale della Società Italiana di Chirurgia. Sviluppo nuovi progetti editoriali
Stato
attuale della rivista (ricerca su Pub - Med.) CHIRURGIA
ITALIANA (Chir. It.) Data
inizio della pubblicazione: 1947 ISSN
: 0009 – 4773 Publisher
: S I C Catalogo
National Library of Medicine : 0151753 Citazione
cartacea :
Index Medicus, Excerpta Medica Citazione
informatica : Medline Direttore
Scientifico : Prof.
Giovanni Serio Direttore
Editoriale :
Prof. Claudio Cordiano
Il presidente della Commissione ha ritenuto corretto e doveroso,
come punto di partenza dei lavori, richiedere una relazione sullo “stato
di salute” della rivista al Prof. Giovanni Serio, Direttore Scientifico
della Rivista. “Ritengo
utile anticipare un aggiornamento sullo stato di attività della Rivista
facendo specificatamente riferimento all’andamento dell’ultimo anno.
Nel 2004 sono stati pubblicati 129 lavori per complessive 868 pagine, inserite
nei 6 fascicoli pubblicati a scadenza puntualmente bimestrale.
I
tempi di attesa, dal momento in cui il lavoro viene accettato, e dopo
correzioni e adeguamenti a norme editoriali, oscillano da tre a cinque
mesi.
Gli articoli oggetto di pubblicazione sono stati: 1)
lavori originali (prevalentemente attinenti a casistiche cliniche)
82 2)
case- reports
33 3)
note di tecnica e miscellanea
14 I
lavori pubblicati in lingua inglese sono stati 48 (37%). Ad una severa valutazione non sfuggono alcune considerazioni critiche sul livello qualitativo dei lavori che vengono proposti :
Dopo questa iniziale valutazione critica il prof. Serio si pone l’obiettivo che è quello che il Consiglio Direttivo ha inserito come “prioritario” nel suo programma”: Stante
così le cose appare legittima l’ aspirazione di esigere una Rivista più
qualificata che possa imporsi oltre i confini nazionali e possa conseguire
l’ambito impact factor. La commissione concorda che questi obiettivi, per quanto pienamente e da tutti condivisi, non possano essere conseguiti nel breve termine e soprattutto senza la fattiva collaborazione di tutti che vada al di la di lodevoli ma sterili formulazioni di intenti. Provvedimento più immediato cui si dovrebbe ricorrere è quello di “rendere più selettiva l’accettazione dei lavori” sulla base di una compiuta osservanza delle norme editoriali.
Non accettare lavori che non
osservano una rigorosa metodologia di ricerca, rifiutare le casistiche
esigue e non correttamente studiate. A tal fine è indispensabile
l’introduzione del cosiddetto sistema
di peer – review, attraverso La commissione, sulla scorta di una analisi delle più accreditate riviste di chirurgia, ritiene sia indispensabile, in accordo con il Direttore Scientifico, effettuare la revisione e la attualizzazione delle norme editoriali della Rivista e la scelta del tipo di articoli da pubblicare da parte di un comitato di esperti. In merito alla proposta del prof. Serio, di ridurre o sopprimere i case reports, la commissione, pur consapevole del loro relativo peso editoriale, ritiene che vadano accettati e percentualmente non ridotti. Da una analisi statistica della tipologia di articoli pubblicati su riviste estere impattate di Chirurgia (rapid communications, brief clinical observations, case reports, ecc) la percentuale del 25% di contributi sotto forma di “case reports” della nostra Rivista, appare accettabile. La commissione ritiene altresì che sia opportuno introdurre nella tipologia di articoli da pubblicare: -
How I do it : brevi
comunicazioni di innovazioni relative a metodi o -
lettere all’editore: brevi
reports o lettere relative ad articoli pubblicati sulla -
Rapid communications: i
manoscritti per questa sezione devono essere Tipi di articoli previsti nelle norme editoriali: a)
original papers ( scientific and clinical research) b)
editorials, reviews and special articles c)
case-reports or brief clinical observations d)
rapid communication e)
how I do it f)
letters to the editor
Alcuni numeri della rivista possono essere dedicati, anche non interamente, a rivisitare “a topic” con articoli ad invito sotto la direzione di un Guest editor (Seminars in surgery) Chiaramente
ogni tipologia di contributi deve rispondere a precise regole
enunciate nelle norme editoriali (numero di pagine concesse,
impostazione e numero di parole dell’abstract,
numero di citazioni bibliografiche,ecc.) In
particolare il prof. Serio solleva il seguente problema: “una politica
editoriale così impostata porterebbe ad una drastica riduzione delle
pubblicazioni, dimezzando il già non eccessivo volume attuale di 120-130
lavori per anno”. Ancora
il prof. Serio: “a questa soluzione si accompagnerebbe la spiacevole
constatazione di “chiusura” nei confronti delle prime esperienze
scientifiche delle leve più giovani tradendo, in un certo senso, lo
spirito societario cui la Rivista, come organo ufficiale della S.I.C., si
ispira”.
La
commissione ritiene invece che l’obiettivo principale cui deve
tendere la SIC è quello di
una educazione e formazione scientifica dei soci al passo con i tempi,
invitandoli all’osservanza delle norme editoriali (come è costume
consolidato con le riviste straniere) e stimolandoli ad un maggiore rigore
scientifico nella stesura dei lavori inviati per la pubblicazione secondo
gli standard della comunità scientifica internazionale.
La
commissione per contenere la paventata riduzione del numero delle
pubblicazioni o meglio sperando in un loro aumento, auspica e suggerisce
al Consiglio Direttivo di prendere in considerazione ipotesi di lavoro che
possano portare alla fusione della nostra Rivista con quella ufficiale
della ACOI, nello spirito unitario della SIC. -
Invitare autorevoli esponenti stranieri a redigere leading
articles (editorials, reviews and special articles ),
relativi anche ad aspetti di didattica,di etica e di formazione
professionale, che in numero di uno a due possano inaugurare ogni fascicolo
ed offrire maggiore interesse e prestigio alla rivista.
La commissione ritiene che
tale richiesta vada avanzata per prima ai componenti del Comitato
consultivo; sarebbe auspicabile che dal Consiglio Direttivo tale richiesta
venga considerata una regola istituzionale nei rapporti con questi Soci
stranieri. Il prof. Serio a tal proposito
si esprime così “ è una via percorribile e se fosse
condivisa e approvata mi sentirei impegnato come direttore scientifico a
realizzarla con la collaborazione dei componenti del Consiglio direttivo
che potrebbero coinvolgere persone di chiara fama a loro vicini. Naturalmente
questi articoli ad invito sarebbero del tutto gratuiti; sarebbe opportuno
prevedere e predisporre l’eventualità di offrire un compenso di cui la
SIC dovrebbe farsene carico prevedendo un reperimento di fondi. -
Incoraggiare
i soci ed i ricercatori nazionali a riacquistare fiducia nella Rivista
convogliando, anche in essa, qualcuno dei loro migliori contributi. Sono
a tutti noti i motivi della “corsa” dei ricercatori italiani alla
rivista straniera “impattata”: maggiore visibilità correlata alla
maggiore diffusione e migliore qualificazione ai concorsi nazionali
secondo una attuale moda di valutazione. Potrebbe quindi costituire uno
sforzo inutile cercare di convincere un ricercatore, specie giovane, a
pubblicare su una rivista italiana fino a quando l’impact factor rimane
il criterio di valutazione più determinante. La
commissione concorda con il prof. Serio che per invertire la tendenza si
debba fare uno sforzo promozionale da parte di tutti i componenti apicali
e, primi fra tutti, da parte dei componenti del Consiglio Direttivo la cui
azione non è andata nel passato oltre certi propositi di intenti rimasti
confinati nell’ambito delle riunioni di consiglio. Un
suggerimento è quello di considerare quotata in ambito nazionale, anche
se non ancora fornita di “ impact factor”, la rivista Chirurgia
Italiana quale organo ufficiale della Società Italiana di Chirurgia. Il Prof. Serio ha evidenziato che attualmente il numero dei lavori pubblicati in lingua inglese si aggira su circa un terzo (37% nel 2004) con una tendenza ad un progressivo incremento. Secondo
il Direttore Scientifico un brusco passaggio alla integrale versione
inglese non sarebbe accettato dalla maggioranza dei soci che, a suo
avviso, non sono oggi preparati a questa soluzione drastica. Inoltre a suo
avviso andrebbe considerato il notevole impatto economico; un lavoro in
lingua inglese tra spese di traduzione e di stampa verrebbe a costare non
meno di 600-800 euro in media. Secondo
la Commissione è invece auspicabile che
la rivista senza alcun indugio venga pubblicata in lingua inglese. La
commissione ritiene che, al fine di limitare il rischio di una potenziale
riduzione degli articoli inviati per la pubblicazione, la Utet
(Casa editrice della rivista) dovrebbe curare la traduzione le cui
spese devono gravare su un apposito fondo reperito dalla SIC. La
commissione concorda con il prof. Serio, sulla necessità che il Consiglio
Direttivo adotti alcuni provvedimenti di politica economica che
determinino un contenimento dei costi di pubblicazione in coerenza con il
carattere societario della Rivista e con quanto avviene nelle riviste
impattate. A
tal proposito si ritiene che la via perseguibile
è quella di dare un forte e preciso impulso alla pubblicità,
incrementando le pagine dedicate agli spazi pubblicitari a disposizione
delle varie ditte. L’attuale numero di inserzioni, esclusivamente
limitato a due aziende, è ad un livello desolante, in raffronto alle
riviste straniere. In
un prossimo futuro lo sviluppo di tale progetto potrebbe consentire
l’abbattimento delle spese di stampa da parte degli Autori, mentre è
auspicabile che restino a loro carico
solo le spese di stampa e di spedizione dei reprints. Pianificazione
quindi di un progetto di investimento per la rivista da parte della Società
Italiana di Chirurgia. La
Commissione ritiene necessario verificare, in collaborazione con la
commissione relazioni internazionali
guidata dal Prof. De Sena, l’ipotesi di gemellaggio con Società
Chirurgiche Europee al fine di concordare scambi e spazi reciproci
per articoli scientifici da pubblicare sulle riviste, organi ufficiali
delle rispettive Società. La
commissione ritiene infine di sollecitare la verifica di un’eventuale
disponibilità di finanziamenti europei per la creazione di una rivista
europea ufficiale di chirurgia. Si
fa presente, a tal proposito, che la rivista European Journal of Surgery,
publisher Taylor and Francis Ltd, da una ricerca informatica nel catalogo
risulta attiva fino al 2003 EUROPEAN
JOURNAL OF SURGERY Titolo
abbrev. PubMed EUR J SURG Issn:
1102-4151 (attiva dal 1991 al 2003 Lingua:
english (Medicine – surgery) Ultimo
aspetto esaminato dalla Commissione è quello dello accreditamento ISI
(Institute for Scientific Information), poiché è indubbio che
l’obiettivo finale per la riqualificazione della rivista s’identifica
con l’acquisizione dell’agognato “impact factor”. Il
processo di accreditamento ISI è estremamente selettivo poiché è stato
dimostrato che un numero relativamente piccolo di riviste pubblica la gran
parte dei risultati scientifici più significativi (legge di Bradford).
Annualmente solo il 10% - 12% delle riviste valutate, è selezionato. I
fattori presi in considerazione, sia qualitativi che quantitativi, sono
relativi agli standard di base della rivista (puntualità nella
pubblicazione, rispetto delle regole editoriali internazionali, ecc.),
lingua inglese, peer–review, contenuto editoriale, analisi dei dati di
citazione correlati. La
commissione non si nasconde le difficoltà che comporta il raggiungimento
di questo obiettivo; è bene ricordare che in Italia non c’è nessuna
rivista chirurgica con impact
factor. Sono presenti solo diciotto riviste, ad indirizzo biologico o
specialistico, con impact factor oscillante tra 0,5 e 1,8 (eccezione
Hematologica arrivata a 3). Un
fattore non trascurabile che penalizza le Riviste chirurgiche
è il numero ridotto dei lavori pubblicati in un anno a fronte del
numero nettamente superiore di qualsiasi rivista non chirurgica (4000
pubblicazioni annue di Biological Chemistry)
o di quelle chirurgiche internazionali (700 pubblicazioni in media di
British Journal of Surgery). L’elevato numero delle pubblicazioni
agevolerebbe alcune manovre redazionali tese ad incrementare le citazioni.
Un espediente utilizzato da alcune Riviste, infatti, è quello di
incrementare volutamente le autocitazioni nelle bibliografie dei lavori
pubblicati (self citation
rate). E’ presumibile che nelle riviste con grande volume di
pubblicazioni questo espediente possa fornire qualche risultato
apprezzabile mentre appare relativamente utile nel caso di Riviste con un
numero più limitato di lavori. Nel
percorso del processo di accreditamento
ISI per ottenere una valutazione della rivista, premessa
obbligatoria per ottenere l’impact factor la Commissione ritiene che un
ruolo attivo e preminente debba essere svolto dalla Casa Editrice
(diffusione della rivista, standard editoriali della rivista,
sponsorizzazione presso l’Institute for Scientific Information). Non
c’è dubbio che le variazioni editoriali stabilite dalla Commissione
(lavori pubblicati in lingua inglese, peer–review, tipi di articoli da
pubblicare, ecc) rappresentano le premesse ineludibili. L’attuale
livello di qualità della rivista deve migliorare con il contributo
fattivo di tutti. Come auspicato dal Direttore Scientifico, la
Commissione, in conclusione, ritiene che traguardo dell’acquisizione
dell’impact factor, sebbene auspicabile, non deve costituire un
obiettivo assillante nel breve termine, che in prospettiva dovrebbe
realizzarsi in subordine al miglioramento della qualità della Rivista su
cui bisogna senza indugi attivamente lavorare.
Il Presidente della Commissione
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